Un pezzo dì storia della Rai. Da conduttore del tg a volto storico per la maratona dello sbarco sulla Luna. E poi uomo macchina e maestro per più di una generazione di giovani ricchi di passione e talento come Fabrizio Maffei, Donatella Scarnati, Jacopo Volpi ai quali insegnò come raccontare entrando nelle case della gente. 

Dal tg1 alla cura maniacale della Domenica Sportiva con servizi rivoltati come calzini. I colleghi delle sedi regionali utilizzati come inviato sui campi ricordano i consigli e anche le reprimende per un dettaglio non evidenziato o peggio ignorato. 

Ussi ricorda con orgoglio un giornalista sportivo che ha dimostrato negli anni che il racconto dello sport mette in condizione chi narra le cose più popolari di poter affrontare qualsiasi esperienza professionale. (Gfc)

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ROMA – «Ha toccato! Ha toccato in questo momento il suolo lunare»: la storia dell’allunaggio è tutta in quella frase che Tito Stagno pronunciò mentre, dalle cuffie in cui sentiva il dialogo tra gli astronauti e la centrale di Houston, ascoltò i tecnici Nasa dire “Reached Land”. Oltre 25 ore di trasmissione, dallo studio 3 di via Teulada, in collegamento con Houston dove c’era Ruggero Orlando, per coinvolgere gli italiani in quell’attimo storico in cui l’uomo mise piede sulla Luna. Una veglia rimasta nell’immaginario collettivo, che il giornalista ricordava spesso con nostalgia, ma anche con una punta di amarezza, in quanto gli ricordava «una stagione di entusiasmi, di coraggio, di desiderio di conoscenza che si rivelò poi troppo breve».

Tito Stagno

Nato a Cagliari il 4 gennaio 1930, mezzobusto tv negli anni ’60 e ’70, Stagno si era appassionato alla vicenda dello Sputnik, lanciato nel 1957: «Me ne occupai io e da allora quel settore in ascesa divenne un po’ il mio», raccontava. E definiva “leggenda” la storia del battibecco avuto con Ruggero Orlando proprio durante la storica telecronaca dell’allunaggio. «Eravamo molto molto amici: comunque, anche per motivi tecnici, io diedi la notizia 20 secondi prima di lui».
Tito Stagno è stato anche inviato speciale al seguito delle grandi personalità del Novecento e responsabile della Domenica Sportiva, dal 1976 al 1995. Si è raccontato nell’autobiografia “Mister Moonlight – Confessioni di un telecronista lunatico”, scritta con Sergio Benoni, edita da Minimum Fax, «l’avventurosa biografia di un ragazzino della provincia italiana del dopoguerra che passa i pomeriggi al cinema e che all’improvviso si trova catapultato sul palcoscenico della storia, e qui si gioca la vita. Con tutta la consapevolezza che non basta essere testimoni del proprio tempo, ma bisogna esserne, con curiosità e coraggio, protagonisti». (ansa)
Marinella Soldi e Carlo Fuortes, presidente e amministratore delegato della Rai, «sono vicini alle figlie Caterina e Brigida, alla moglie Edda e a tutta la famiglia nel ricordo di Tito Stagno, giornalista dal linguaggio semplice ed efficace, a lungo volto televisivo della Rai entrato nelle case degli italiani con il racconto di grandi momenti della seconda metà del Novecento».

Franco Siddi, presidente di Confindustria Radio Tv e corregionale di Tito Stagno, lo ricorda come «un grande del giornalismo. Un uomo dell’informazione universale, italiano di Sardegna». Esprimendo «ammirazione per la sua prestigiosa storia professionale e umana», Siddi sottolinea che «da Cagliari alla Luna è stato un italiano solare, modello di compostezza, puntualità, misura, equilibrio».

Fonte giornalistitalia.it

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